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La storia di Pianello PDF Stampa E-mail

Il nome PIANELLO deriva da un piccolo insediamento:villa Pianelli, la cui fondazione, insieme ad un altro piccolo villaggio: villa Caimani, l'attuale casa Canini Marino, risale al XIV secolo. La storia inizia già da V secolo a.C. Sulle colline che affiancano la pianura del fiume Chiascio dove sorse Castrum Arnae, oggi CASTEL D'ARNO che, secondo l'originario significato della parola, era un villaggio che aveva relazione con Arna, città etrusca e romana la cui ubicazione presso l'attuale Civitella d'Arna è attestata da scavi, con il castello costruito probabilmente intorno al 40 a.C. in posizione altamente strategica, a seguito dell'assedio di Augusto a Perugia, e la parola Arno che trae origine da un termine etrusco che designa il fiume. Le mura del borgo, come appaiono ancora oggi, sono molto anteriori al secolo XII e gran parte dei terreni circostanti dovevano essere di proprietà della Santa Sede e costituivano una “Massa”, di cui si ha notizia fin dal 995 ed è ricordata nel Liber Census (ed. Fabre, Paris 1912), con le parole Massa de Arne. Nel 1059 Papa Nicolò II concedeva con bolla, trovata nell'Archivio del Monastero di San Pietro di Perugia ai monaci benedettini di San Pietro la facoltà di riscuotere una parte delle decime di Castel d'Arno, Civitella, Ripa e Pilonico e gli abitanti cominciarono a dislocarsi in pianura costruendo la Pieve di San Valentino (poi San Biagio) ma nel 1186 l'imperatore Enrico VI disgregò l'antica Massa regalando Castel d'Arno a Perugia. Sin dal secolo XIII appare chiaro che il territorio di Castel d'Arno, costituendo il confine tra Perugia ed Assisi, era causa di continue dispute tra le due città. Un trattato del 1205 assegnò ai perugini tutto il territorio “usque ad pedem Castri Arni” (sino ai piedi di Castel d'Arno), mentre la Torranca, alta collina a due Km a sud del Castello, allora Balia, con ben 62 famiglie, rimase l'unico fortilizio verso Perugia. Da una bolla di Benedetto XI (1304) sappiamo che gli abitanti di Castel d'Arno, di Ripa e di Pilonico avevano saccheggiato il monastero di San Giustino di Colombella. Nel 1334, Castel d'Arno contribuì con i castelli vicini alle spese per la costruzione del ponte sul Tevere a Pontevalleceppi e nel 1382 ebbe sussidi dal Comune per riparare le proprie mura. Nel XIV secolo, quindi, dopo brevi contese tra Perugia e Assisi, sorsero i due piccoli villaggi di Villa Caimani e Villa Pianelli (l'attuale Pianello) sorta, quest'ultima, vicno alla Pieve di San Valentino che si popolò in breve tempo. Nel 1361 compare una piazza del mercato che diventerà uno dei principali centri commerciali dell'area rurale del Comune di Perugia. Il suo sviluppo, sorretto dal flusso di merci che transitavano lungo la via salara: Perugia – Gualdo Tadino, sfocerà nell'assegnazione di una fiera della durata di 4 giorni, intorno al 22 luglio, festa di Santa Maria Maddalena. Verso il 1400 troviamo officiata, come parrocchia, la chiesa dei Santi Biagio e Valentino, che sorgeva assieme ad un gruppo di case presso la piazza del mercato, in località detta “Piana di San Valentino”. Negli antichi documenti Pianello è sempre chiamato con il nome di “Villa”, poiché non aveva le mura che lo proteggessero. Nel XV secolo il castello si spopolò progressivamente in favore di Villa Pianelli e nel 1452 vennero emanate delle leggi che favorivano la riabitazione dei locali del castello, caduto nel 1382 per gli scontri tra i personaggi esiliati da Perugia e le truppe perugine stesse che cercavano di riconquistarlo, grazie all'esenzione di tasse e decime e al fatto che Pianello era spesso soggetto alle devastazioni delle soldataglie che passavano per quella strada. Il 6 giugno 1464 Papa Pio II, in viaggio per Ancona, vi pernottò febbricitante e vi ricevette i magistrati Perugini. Il 9 agosto 1477 passò per la Villa di Pianello il Duca di Urbino “con la gente del Re di Napoli e parecchie squadre di cavalli”, che fecero grandi danni. Dalla metà del secolo XVI il castello divenne proprietà della nobile famiglia perugina degli Alfani di cui anche oggi esiste l'antico e solenne palazzo (casa Vinti Desiderio). All'interno delle mura dell'antico castello sorgeva una chiesa dedicata a San Giovanni Battista, luogo di culto da tempo immemorabile e che oggi non esiste più. Verso il 1456 la cura delle anime da Pianello fu di nuovo trasferita a Castel d'Arno “ad bella pestemque fugandam” per sfuggire alla peste e alle guerre dice laconicamente il cronista del tempo e qui vi rimase fino alla metà del secolo scorso, quando, demolita la vecchia chiesa dei Santi Biagio e Valentino, venne costruita (1868) l'attuale dedicata a San Biagio vescovo e martire, da cui prese il nome.

 
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